I nonni come educatori? Asili nido in forse

19 gennaio 2012  Autore: admin

La crisi economica in atto e l’ evoluzione socio-demografica seguita dal nostro paese mettono a repentaglio diversi asili nido a Firenze.

Le statistiche riportano infatti una tendenza sempre più marcata delle famiglie a sfruttare la disponibilità di tempo dei nonni per accudire e sorvegliare i bambini più piccoli.

nonno con bambino 244x300 I nonni come educatori? Asili nido in forse

Nonno con il nipotino

Questa soluzione è favorita, da un lato, dalla sempre crescente età media della popolazione, che soprattutto in Toscana raggiunge picchi molto elevati: non è un mistero che questa regione sia una delle più all’ avanguardia come qualità della vita e funzionamento del sistema sanitario regionale.

Non è quindi un mistero che l’ età media delle persone si allunghi e ci siano sempre più nonni e nonne in grado di sorvegliare i bambini negli orari lavorativi.

Questa soluzione alternativa al classico asilo nido è risultata per diverse famiglie, colpite dalla crisi economica, una necessità ineluttabile: minori disponibilità di denaro hanno significato l’ impossibilità talvolta a fare fronte alle rette dell’ asilo.

Detto questo, è importante ricordare che la funzione che l’ asilo nido svolge a favore dei bambini più piccoli è comunque difficilmente sostituibile. L’ asilo nido si pone infatti come struttura in cui sin da piccolissimi i bambini sono in grado di sperimentare la socialità e le dinamiche delle relazioni interpersonali.

E’ per questo motivo che, tenuto conto anche delle possibilità economiche legate al reddito della famiglia e dei carichi familiari, i Comuni, come quello di Firenze, mettono a disposizione agevolazioni che consistono in minori rette da pagare ma anche in migliori posizioni nelle graduatorie, che spesso costituiscono, nelle grandi città come il capoluogo toscano, uno dei maggiori ostacoli all’ inserimento del bambino nell’ asilo nido.

Senza contare che, in molti casi, sono i nonni stessi ad avere bisogno di cure e di essere accuditi. Questo limita fortemente le capacità di dare al bambino quello che un educatore può offrire loro, ossia un ambiente in cui momenti ludici e di apprendimento si alternano in maniera adeguata alle esigenze dei più piccoli, attraverso il gioco, la musica, il disegno e la parola.

Ebaby.it

Da solo in vacanza: quando?

28 ottobre 2011  Autore: admin

Ogni famiglia ha le proprie regole ed abitudini. Molte scelte dei genitori dipendono anche dall’educazione ricevuta, dalle conquiste fatte da giovani, dalla liberta’ data quando erano loro stessi figli. C’e’ chi reagisce ad un’educazione rigida con una totale assenza di “no” e di regole chiare, chi invece segue le orme dei propri genitori facendo percorrere ai propri figli pochi passi alla volta e concedendo via via piu’ liberta’ di pari passo con la crescita.

Da solo in vacanza 300x276 Da solo in vacanza: quando?

La prima vacanza senza i genitori

Molto spesso, poi, le scelte della maggioranza influenzano le proprie, per non far sentire il proprio figlio diverso, o semplicemente per accettare il cambiamento dei tempi. Ma alcune famiglie non si fanno troppo influenzare e seguono comunque i propri ideali.

Se oggi, da un lato, il mondo e’ diventato piu’ pericoloso (forse anche solo perche’ c’e’ piu’ informazione) e quindi i genitori sono piu’ attenti agli spostamenti dei loro figli, dall’altro lato alcune opportunita’ sono vissute in anticipo rispetto alle generazioni precedenti. La vacanza in Inghilterra, per esempio, oggi e’ prassi farla gia’ alle medie, e le gite, anche se brevi e vicine, si iniziano a sperimentare fin dalla scuola materna.

E le prime vacanze da soli (senza nonni o genitori), quando? l’opportunita’ nasce spesso gia’ in seconda elementare. Molte scuole organizzano settimane a tema in un luogo di villeggiatura, legate alla natura o a qualche altro argomento legato al programma didattico.

Sicuramente un’esperienza importante e difficile per bambini che a 7-8 anni devono stare lontano da casa senza una figura di riferimento familiare. Nonostante i genitori possano essere scettici di fronte a una simile proposta, l’atteggiamento dovrebbe essere aperto a permettere al figlio di vivere un simile esperimento.

Seppur con l’ansia della prima esperienza lontano da casa del proprio bambino i genitori devono mostrarsi tranquilli e fiduciosi. Devono trasmettere entusiasmo per una vacanza cosi’ significativa e fargli percepire la “normalita’ della cosa. E il piccolo imparera’ a gestire i momenti di malinconia e di solitudine e a sentirsi piu’ sicuro della sua capacita’ di essere autonomo.

Ebaby.it

Danza del ventre diventando mamma…

25 ottobre 2011  Autore: admin

La danza del ventre e’ un’arte antica dai grandi benefici per il corpo e per la mente.

Pare che in origine questa danza orientale fosse associata al culto della Dea Madre e legata quindi al tema della fertilita’.  E’ praticata tradizionalmente dalle donne in quanto espressione di femminilita’ e sensualita’.

A livello fisico, questa danza e’ utilissima per la circolazione sanguigna, per la flessibilita’ delle articolazioni, per rendere tonico il pavimento pelvico, per il movimento del bacino e per rafforzare l’addome.

danzadelventre 300x267 Danza del ventre diventando mamma...

danza del ventre

Tutte azioni fondamentali per una donna che si prepara a partorire. Per questo, alcune selezionate professioniste si dedicano ad accompagnare al parto la donna insegnando le tecniche della danza del ventre.

Ovviamente non sostituisce i corsi pre-parto veri e propri, fondamentali per essere informate e preparate all’evento nel modo giusto, ma si pone come attivita’ fisica di supporto, cosi’ come lo yoga in gravidanza o il movimento in acqua.

I risultati maggiori si hanno poi a livello psicologico. Innanzitutto, e’ un momento da vivere in gruppo, e questo e’ salutare soprattutto per la donna che sta per affrontare cambiamenti importanti e che quindi sente l’esigenza di condividere le proprie paure e aspettative. Poi, danzando, la futura mamma sente valorizzare la sua femminilita’, cosa piuttosto importante in un momento in cui il corpo e’ molto diverso dal solito e il pancione tende a far sentire la donna goffa e poco piacente. Infine, un altro aspetto benefico e’ l’ascolto della musica mentre si danza, suoni che infondono serenita’ e calma grazie all’uso di strumenti a corde o a percussioni dal ritmo e timbro profondamente rilassante.

Nei mesi precedenti al parto la donna e’ totalmente concentrata sull’immagine del suo futuro bambino, per questo spesso perde di vista se stessa e il suo benessere. Partecipare a corsi come quelli di danza del ventre per donne gravide puo’ aiutare molto ad affrontare piu’ preparate il parto perche’ piu’ in forma fisicamente ma anche perche’ piu’ fiduciose nelle proprie capacita’. Inoltre, divertirsi, sorridere, stare in compagnia e’ un vero toccasana. E tutto il benessere conquistato dalla mamma si trasmette al feto, il quale sara’ piu’ tranquillo e sereno una volta venuto al mondo.