Internet al femminile

21 ottobre 2011  Autore: admin

L’Osservatorio Internet 2011 conferma ancora che la Rete oggi e’ dominata dall’universo femminile. Puo’ sembrar strana questa tendenza delle donne a diventare sempre piu’ internet-addicted, ma e’ proprio cosi’.

Sfogano il loro bisogno di comunicazione e appagano la loro voglia di conoscere trascorrendo molto tempo al computer all’interno dei social network.

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Internet al femminile

Si scambiano opinioni, partecipano alle discussioni, e per questo sono diventate il principale obiettivo delle aziende. Sono loro i principali interlocutori per gli acquisti e sono diventate ormai in grado di influenzare il mercato. I marchi commerciali le curano con attenzione e in un mondo in cui i giudizi su un prodotto sono sempre piu’ accessibili e condivisi, accaparrarsi la benevolenza delle donne e captare i loro gusti e’ molto importante per il marketing di tutte le aziende.

E’ aumentato anche il numero delle donne che lavorano sul web. Il fatto che siano assidue frequentatrici della Rete le rende anche molto piu’ brave a intuire come sfruttarne appieno le potenzialita’ creandosi delle nuove professionalita’ e mettendosi in proprio.

Tra le donne, le piu’ attive sono le mamme, intente a scovare ogni minima informazione e aiuto per la crescita dei loro figli e desiderose di confrontarsi e trovare nuove amicizie.

Per il famoso detto “mal comune mezzo gaudio”, sentire che altre vivono le nostre difficolta’ e affrontano percorsi simili ai nostri aiuta a stemperare la paura e l’incertezza.

Le mamme e le donne in generale sono multi-tasking e amano la socialita’, per questo sono l’esempio perfetto del mondo 2.0 in cui sempre piu’ si puo’ comunicare in qualsiasi momento e con qualsiasi strumento.

Mentre preparano la pappa, fanno l’update del loro status su twitter, ogni tanto leggono su Facebook cosa fanno le loro amiche, e invece di fare una telefonata chattano su skype o su messenger. E cosi’ si preparano anche a comunicare con i loro figli adolescenti usando i loro stessi strumenti, cosa molto utile per mantenere un buon rapporto con i figli della tecnologia.

Ebaby.it

Think Safe

19 ottobre 2011  Autore: admin

E’ una campagna promossa da Durex in collaborazione con Anlaids (Associazione Nazionale per la Lotta contro l’AIDS) con l’obiettivo di coinvolgere 12 mila classi scolastiche di tutta Italia per approfondire i temi relativi all’educazione sessuale e alle malattie sessualmente trasmesse.

Alle scuole coinvolte verra’ mandato del materiale didattico in modo che gli studenti possano ottenere le giuste informazioni sulla sessualita’ e sugli aspetti psicologici correlati.

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campagna contro l'AIDS

Per rendere il tutto piu’ piacevole e’ stato indetto un concorso: intorno al tema Protezione&Protezione verranno scelti gli slogan, i video, i disegni piu’ significativi. Ad ogni singolo vincitore per regione verra’ regalata una fotocamera e il miglior lavoro creativo in tutta Italia trovera’ il suo spazio su Smemoranda 2012.

Il progetto e’ nato in seguito a una ricerca condotta da Ipsos, e voluta proprio da Durex insieme ad Ainlaids, sulla “consapevolezza sessuale” dei giovani d’oggi. E’ risultato che non sono molto diversi dai giovani degli anni ’70. Sono un po’ meno libertini ma comunque ancora piu’ precoci (primo rapporto sessuale intorno ai 14 anni rispetto ai 17). E l’elemento mancante e’ sempre l’informazione. La maggior parte e’ convinta di essere informata a sufficienza ma poi alle domande chiave non sa rispondere correttamente. E internet, strano, non aiuta molto, anzi. Spesso indirizza su strade distorte e ancora piu’ pericolose.

La famiglia sarebbe il luogo giusto in cui parlare, ma ancora pare non sia crollato quel muro di gomma che ha caratterizzato le generazioni precedenti. Oggi pero’, le mamme sono piu’ determinate e in prima linea nell’aggiungere questo tassello cosi’ importante all’educazione di un figlio. Il 52% delle intervistate dichiara di mettere molto impegno in questa sfida cercando di superare imbarazzi e tabu’.

Fonte: www.thinksafeproject.com

Ebaby.it & Why Mum

Mamme attempate

13 ottobre 2011  Autore: admin

L’Italia e’ uno dei paesi in cui si affronta piu’ tardi la maternita’. Attendere i 30 anni e’ ormai diventata un’abitudine diffusa, mentre ci sono paesi come il Portogallo e l’Austria in cui l’eta’ del primo figlio si abbassa addirittura a 26 anni.

Sembra che la maternita’ sia vissuta dalla donna italiana come una scelta molto pensata piu’ che come una conseguenza naturale di un rapporto di coppia.

Fattori come la realizzazione sul lavoro, la sicurezza economica, la vicinanza di familiari (in particolare i nonni), pesano tantissimo sulla decisione di avere uno o due figli. Si attende cosi’ che “tutto torni” nella propria vita prima di dare spazio al lavoro di cura e crescita di un bambino.

MammeAttempate 300x199 Mamme attempate

Donne in attesa

Quindi, motivazioni economiche e personali fanno si’ che le primipare siano sempre piu’ “mature” e questo porta pero’ anche a diversi rischi annessi. Il primo e’ la piaga diffusa della sterilita’. Aspettare troppo limita le possibilita’ di riuscita di una gravidanza dato che l’eta’ fertile dopo i 35 anni inizia gia’ il suo declino; inoltre, nonostante oggi si possa arrivare decisamente in forma alla soglia dei 40 anni essendosi allungata di molto la vita, aumentano i rischi legati al parto e alla possibilita’ di concepire un bambino sano senza difetti genetici.

Non dimentichiamoci poi della fatica che bisogna affrontare per gestire un bambino piccolo, anche in questo l’eta’ potrebbe fare la differenza.
Tutti d’accordo quindi sul concepimento in modo consapevole e maturo, ma per quanto possibile sarebbe bello offrire ai nostri figli un lungo futuro con i loro genitori limitando la differenza di eta’ fra generazioni successive.