Parchi di divertimento
9 agosto 2011Sono spuntati come funghi anche in italia qualche anno fa seguendo a ruota l’america e altri paesi stranieri. Sono piccole citta’ di divertimento in cui passare intere giornate saltellando da un gioco all’altro.
Molti sono addirittura piu’ adatti agli adulti che ai bambini. Ma in generale basta scegliere la cosa adatta a seconda dell’eta’.
Si vivono delle vere e proprie avventure e si vive la paura del vuoto, dell’altezza, della velocita’. Alcuni bambini non vedono l’ora di provare emozioni simili, altri sono impauriti a priori. Lo stesso vale per gli adulti.
Vi sono per esempio le giostre con giro della morte, discese mozzafiato, tuffi nell’acqua, cadute libere che arrotolano lo stomaco.
Oppure percorsi di paura, semplici passeggiate in mezzo agli animali, spettacoli con i delfini, ricostruzione delle scene tratte da fiabe famose.
Ci sono anche parchi completamente acquatici ideali per le gite estive, con scivoli di tutti i tipi per lunghezza, altezza, curve, pendenza. Obiettivo primario: sguazzare in acqua per tutto il giorno e produrre adrenalina.
Ogni scivolo, in genere, ha l’indicazione dell’ altezza minima che deve avere il bambino per poterci salire, per evitare rischi inutili.
I parchi piu’ grandi sono ormai organizzati con dei resort annessi in modo da ospitare i clienti e far loro godere di una vera e propria full immersion nei divertimenti per piu’ giorni.
E ora qualche nome: gardaland, minitalia, acquafan, mirabilandia, parco della preistoria, zoosafari, fiabilandia, acropark, aqualandia, zoomarine.
Natale, regaliamo giochi che aiutino lo sviluppo dei bambini
15 dicembre 2009Studi recenti di Pediatria e Psicologia infantile confermano l’importanza del gioco per i bambini come motore per il loro sviluppo fisico. Inoltre i giocattoli ed il gioco agiscono come veicolo per le loro emozioni, sentimenti e creatività.

Con i giocattoli i bambini stabiliscono le prime interazioni con gli adulti, e con gli altri bambini quando incominciano ad essere un poco più ‘grandi’. Con il Natale ormai alle porte, le parole “regalare”, “giocattolo” e “Natale” tornano ad essere presenti in una sola frase. Perciò, scegliere i giocattoli (meglio fino a un massimo di tre e non dieci o dodici in una volta sola) deve essere considerato un esercizio di responsabilità nei confronti dello sviluppo integrale del bambino.
Con il gioco, il linguaggio ‘pubblico’ del bambino comincia ad essere un linguaggio interiore per autodirigere il proprio comportamente ed apprendere ad auto organizzarsi. Ma anche linguaggio verso l’esterno, per prendere iniziative, discutere, negoziare, arrivare a degli accordi, provare, senza la paura di sbagliare, fino a dove è capace con i suoi conoscimenti e le sue abilità. Attraverso i giocattoli i bimbi sviluppano i processi di astrazione. Per questo, il gioco simbolico è utilizzato come mezzo per la valutazione dello sviluppo di un bambino. Infine, il giocattolo offre momenti di felicità e svago, momenti che hanno un riflesso diretto sull’autostima e benessere dei bambini.
Giocare, per un bimbo, è vivere, perciò il giocattolo non deve essere solo un premio, ma anche e soprattutto uno strumento per il suo sviluppo e la sua felicità. Perché giocare è un diritto dell’infanzia così come riconosce l’ONU sin dal 1959.


