MALANNI DI STAGIONE
11 gennaio 2011Il bambino ha un sistema immunitario immaturo e via via che cresce, attraverso i virus e i batteri incontra e combatte, si fortifica. Per questo motivo rispetto all’adulto il bambino piccolo è un ricettacolo di infezioni e intercetta tutto ciò che gli passa accanto! Così sappiamo che la frequentazione dell’asilo nido comporta necessariamente continue malattie, febbri, influenze, tossi, raffreddori e chi più ne ha più ne metta.

Cosa fare quando nostro figlio si ammala? Innanzitutto davanti a febbre sopra i 38° rivolgersi sempre al pediatra che vi indichera’ la cura migliore per quello specifico frangente.
Per aiutare e sostenere il piccolo malato potete però adottare alcuni accorgimenti che si tramandano da sempre e favoriscono la guarigione.
Innanzitutto sia in caso di febbre che di muco o catarro, fare bere molto e spesso, meglio se a piccoli sorsi. L’acqua è la bevanda in assoluto da preferire (anche sotto forma di tisana) , ma in caso di reticenza si può ricorrere a succhi magari diluiti con un po’ di acqua. L’idratazione è fondamentale nel caso di febbre e aiuta lo scioglimento del catarro. L’aria della stanza va tenuta sufficientemente umidificata, quindi acqua sui termosifoni o umidificatore acceso. Tenere pulito il nasino, tramite lavaggi con soluzione fisiologica: ottimo acquistare una boccetta in farmacia o addirittura far bollire dell’acqua in un pentolino e aggiungere un cucchiaio di sale marino. Le fialette monodose sono inutilmente costose! Controllare che il bambino entro uno o due giorni da quando si ammala vada di corpo. Altrimenti aiutarlo in tal senso.
Come prevenzione, far lavare spesso le mani del bambino, in particolare quando si rientra a casa, areare bene le stanze, evitare sbalzi di temperatura e vestire a strati, in modo da modulare a seconda degli ambienti la vestizione e il calore corporeo. In generale, proporre un’alimentazione varia, che preveda più dosi al giorno di frutta e verdura, limitando o nmeglio ancora evitando tutti gli alimenti di origine animale. Nella convalescenza, invece, dare il tempo al bambino di recuperare le forze e l’appetito prima di ricominciare coi ritmi normali e prima soprattutto di venire reinserito all’asilo o a scuola. Meglio un giorno in più a casa che correre il rischio (per tutti!) di una immediata ricaduta..
Ricordiamoci che i nostri ritmi sono spesso già troppo veloci per noi adulti.. I bambini hanno diritto di tenere i loro tempi, anche di recupero. Ve ne sarà grato anche il loro sistema immunitario!
RISCALDAMENTI ACCESI E MALESSERI VARI
11 novembre 2010Inizia l’inverno e le nostre case gia’ scottano. Non tutti hanno la fortuna di avere il riscaldamento autonomo in modo da poter regolare la propria temperatura e chi ha quello condominiale deve sopportare un clima di certo non ideale nella propria casa essendo gli impianti di riscaldamento nella media non ottimizzati per funzionare in modo corretto.

E cosi’ ci si dimentica che, oltre ad inquinare, siamo piu’ esposti a raffreddori, tossi e altri malesseri legati per esempio alla circolazione. I luoghi chiusi e caldi sono i piu’ malsani per la nostra salute. E’ importante quindi correre ai ripari e limitare i danni specialmente se si hanno in casa bambini o addirittura neonati.
I pediatri normalmente consigliano di:
- cambiare spesso l’aria delle stanze (almeno due volte al giorno) spalancando le finestre.
- cercare di tenere una temperatura dove si dorme fra i 18 e i 20 gradi.
- in presenza di riscaldamento molto forte e centralizzato umidificare la stanza appendendo vaschette di acqua ai termosifoni e utilizzando degli umidificatori. L’umidita’ dovrebbe aggirarsi intorno al 60/70%.
- non coprire troppo il bambino di notte.
Una piccola parentesi va aperta riguardo alla scelta dell’umidificatore. Ci sono tante opinioni in giro a riguardo. In commercio ci sono diversi tipi di umidificatori: a caldo, a freddo, ionizzanti. I pediatri in genere consigliano di usare quelli a caldo, in quanto il vapore creato dall’acqua calda e’ privo di batteri e molto utile per sciogliere il catarro e per il raffreddore, nonche’ per gli attacchi di laringospasmo. Alcuni pero’ sostengono non essere indicato per i disturbi asmatici. Meglio, comunuqe, in generale, evitare sempre di sciogliere all’interno dell’acqua delle essenze che potrebbero provocare attacchi asmatici inaspettati. Gli umidificatori a freddo, invece, emettono un vapore freddo e bianco, non fanno rumore e sono innocui; regolano bene l’umidita’ e possono rimanere accesi anche tutta la notte. Pare pero’ non siano cosi’ efficaci per tosse secca o laringiti essendo proprio il caldo necessario a lenire le irritazioni delle prime vie respiratorie. Poi ci sono gli umidificatori con funzione ionizzante che permettono anche di abbattere a terra le particelle inquinanti.
Insomma prima di comprare un umidificatore meglio informarsi bene su quale tipo e’ piu’ indicato per i nostri figli consultando il pediatra e analizzando bene l’offerta del mercato.


