Fortunatamente non tutti i dentisti sono come Steve Martin in La piccola bottega degli orrori. Però è indubbio che la maggioranza dei bambini sente a diversi livelli ansia o paura quando arriva il momento di andare dal dentista. Questa inquietudine si può manifestare come nervosismo, agitazione, tensione, ma anche in un atteggiamento che può mettere in seria difficoltà l’intervento del dentista: le gambe in tensione, pianto, negazione ad aprire la bocca o tapparsela con la mano, spostando la testa per impedire che il medico possa fare il suo lavoro, gridando, scalciando o allontanando con violenza la mano del dentista.
Le consequenze più evidenti di quest’ansia, che aumenta quanto più s’avvicina l’appuntamento col dentista, sono appuntamenti cancellate o perse, trattamenti incompleti ed il rischio di soffrire lesioni nella zona della bocca e delle labbra.
È una paura che è tipica nei bambini in età tra i cinque e i sei anni e soprattutto nelle bambine, ed è ancora più forte in bimbi che mai prima sono andati dal dentista.
L’origine della paura o ansia da dentista normalmente è causata da precedenti esperienze con dottori e/o dentisti che hanno avuto conseguenze traumatiche, a volte dolorose, e non solo vissute personalmente dal bambino, ma anche solo da persone della sua famiglia. Anche le esperienze negative di compagni di scuola o amici hanno una grande influenza nel bambino. Infine, non bisogna mai dimenticare che la paura verso lo sconosciuto è una costante nei bambini.
Che fare?
- Con l’aiuto del dentista insegneremo al nostro bambino ad avere un’ottima salute dentale grazie ad una prassi igenica adeguata ed un dieta equilibrata;
- Noi eviteremo di spiegare al nostro bambino l’importanza dell’igene dentale e dei controlli periodici dal dentista usando come esempi nostre esperienze traumatiche;
- E mai useremo la visita al dentista come una minaccia o eserciteremo pressioni sociali sul bambino.
Le arance e i mandarini sono i citrici che più abitualmente mangiano i bebè.
Il limone, il pompelmo e la lima per il loro sapore fortemente acido solitamente non sono tra i favoriti dei bambini.
Grazie al suo alto contenuto di vitamina C, i citrici sono importanti per la formazione dei collageni, delle ossa, dei denti, dei globuli rossi, favoriscono l’assorbimento del ferro presente negli alimenti ed aumentano le difese contro le infezioni. Poi, pur se non provato scientificamente, è normale considerare la vitamina C un’arma contro i raffreddori.

Il suo consumo è tipico in inverno, però è buono mangiare arance e mandarini anche durante il cambio di stagione, come adesso che ancora l’inverno non ha abbandonato del tutto le nostre latitudini. Durante questi mesi a cavallo tra due stagioni, sono soliti essere presenti fluttuazioni nel sistema immunitario dei bambini, che perciò sono più vulnerabili a raffreddori ed infezioni.
I citrici si possono incominciare ad intrudurre nella dieta dei bebé a partire dei sei mesi di vita. Però, potendo essere una causa di allergia, ci sono pediatri che raccomandano di ritardare la loro introduzione nella dieta fino all’anno di età, soprattutto se esistono precedenti in famiglia o se si osservano sintomi di possibile allergia nel bebè, come bruciore di stomaco, riflusso, coliche, gas…
Una volta il bambino abbia compiuto un anno, egli dovrebbe mangiare frutta due volte al giorno, e una di queste volte dovrebbe essere un citrico. Read the rest of this entry »


